REVIEWS
AND INTERVIEWS

« BACK

02.10.2005
HATERNAL
PRESENZE

By Chetto
Rating: 8,5/10
For Dirty Three, Sigur Ros fans, and anyone who still have sentiment.

Ammetto che questa recensione mi è risultata difficile e che ho dovuto pensarci molto prima di riuscire a buttare giù in parole quello che questo album dei Passo Uno è riuscito a trasmettermi. È stato difficile per un motivo principalmente: spesso quello che vivi ascoltando della musica è difficile da racchiudere nelle gabbie del linguaggio per trasmetterlo a qualcun altro, soprattutto se il compito di un misero recensore come il sottoscritto (massì facciamo i finti modesti che non fa mai male) è cercare di rendere l’idea a chi questa musica ancora non l’ha ascoltata. Tutto nasce dal cortometraggio “Presenze”, inserito nel cd, a cui la musica di questo lavoro dovrebbe fare semplicemente da colonna sonora, ma a volte accadono dei sortilegi e le note, che fanno da accompagnamento in realtà prendono il sopravvento su tutto il resto e diventano qualcosa a sé, qualcosa che si distacca da quello che è il suo contesto per diventare accompagnamento ai pensieri e alle emozioni dell’ascoltatore. È come se la colonna sonora prendesse in realtà anima e pretendesse di fare da cornice ai pensieri più notturni e quieti di chiunque presti attenzione alle sue note. Come definire la musica contenuta in questo lavoro? Difficile da spiegare in poche parole: è come se il Brian Eno dei lavori più ambient provasse a suonare assieme a dei malinconici Dirty Three e tutti assieme incontrassero in questo magico cammino musicale i Sigur Ros, per mescolarsi in una magica unione, che ha come unico obiettivo quello di insinuarsi tra i nostri pensieri per fare riaffiorare, neanche fosse la maddeleine di Proust, sentimenti e sensazioni che in noi si erano sopite. Una combine di rumori di fondo, registrati con un realismo impressionante, e di momenti acustici di violoncello, chitarra, clarinetto e sussurrante batteria che viaggia sempre in bilico in un equilibrio mantenuto in maniera superba per tutta la durata del lavoro. Momenti più d’atmosfera, dove i rumori delicati la fanno da padrone, come nell’opener, si mescolano a momenti di musica suonata lasciandosi andare alla malinconia più notturna, come in part V, dove la parte cameristica del gruppo si sposa in un magistrale sodalizio con il post rock malinconico dei Good Speed You The Black Emperor! o dei Port Royale. Un lavoro superbo, non solo per la musica ma anche per la grafica curatissima (la Trazeroeuno cura sempre in maniera maniacale i suoi lavori) e per i sentimenti che riesce e far uscire nell’ascoltatore fin dal primo ascolto. Che dire spero che presto i Passo Uno ci regalino altri momenti di tale intensità musicale e emozionale. Una gran bella scoperta!