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23.01.2007
AUDIODROME
IL PASSATO RIEMERSO

By Fabrizio Garau
Rating: 4/5

Così dice un anziano abitante di Crespi d’Adda. Crespi era un villaggio operaio nato a fine Ottocento, l’utopia di un imprenditore tessile che voleva migliorare le condizioni di vita delle maestranze, fornendo loro alloggi, scuole e servizi di base, quando nel resto del mondo le condizioni dei lavoratori erano pessime. Creare una comunità quando la storia conduceva alla società: quel signore pronuncia quella frase con nostalgia, perché quell'idea pazzesca e forse troppo paternalista funzionò per un periodo. Oggi Crespi è in decadenza, nonostante sia patrimonio dell’Unesco, e il documentario girato da Michela Mozzanica e Stefano De Ponti, chitarrista dei Passo Uno, ne ripercorre la storia attraverso le memorie di chi l'ha vissuta. Per la colonna sonora, I Passo Uno dunque non potevano che muoversi in un paesaggio autunnale come lo splendido artwork del cd e di(s)messo come in Presenze, soundtrack di un altro documentario di Stefano su una villa settecentesca da restaurare.

Presenze era introdotto dal suono di una serratura, Il Passato Riemerso si apre col ticchettio di un orologio: i field recordings di Hue (progetto di Matteo Uggeri) sono fondamentali e parte integrante di una narrazione che si fa rappresentazione, si ascolti ad esempio la traccia "Acqua Come Memoria". Altrettanto fondamentale è la chitarra (acustica e non), che, nel creare trame e atmosfere, oltre che nella sua strutturale funzione di commento, finisce per far pensare al post-rock, ma strumenti come clarino e violoncello – sconcertanti per come moltiplicano la malinconia - conferiscono al gruppo una personalità unica, difficile da inquadrare. Infine, la batteria di Andrea Avolio compare per aumentare il pathos di alcuni momenti.

È quasi immorale scriverlo, perché si tratta della vita di persone reali, ma la forza de Il Passato Riemerso sta nel restituirci alla perfezione il senso della fine di un mondo.